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Uno sguardo oggettivo all’olio di palma

novembre 16, 2016 No Comments

Il palm free è diventato estremamente di moda perché l’uso dell’olio di palma sembra essere correlato a patologie cardiovascolari. Da incriminare sono le alte concentrazioni di grassi saturi (circa 50g ogni 100ml).

Viene utilizzato in tantissimi prodotti perché è capace di dare una consistenza particolare al prodotto finito.

L’olio di palma è tutto uguale?

Dire semplicemente olio di palma è piuttosto vago dal momento che esistono tre diversi tipi di olio in base all’origine e alla lavorazione a cui vengono sottoposti: olio di palma grezzo (ricavato dai frutti della palma); olio di palmisto (ricavato dai semi della pianta) e olio raffinato (è il risultato del “bifrazionamento” e della raffinazione, meccanismi che consentono di convertirlo in forma liquida).

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Fa davvero male?

Al momento della spremitura quest’olio presenta un colore arancione data la presenza di carotenoidi, vitamina E, coenzima q10 e vitamina k. Come tutti gli oli di semi viene trattato per essere reso incolore, impoverendolo di vitamine. In questo modo si passa da un tipo d’olio grezzo ad un tipo d’olio raffinato e “spolpato” delle sue caratteristiche essenziali – il che non è bene.
Secondo il Sinu (Società italiana nutrizione umana) possiamo introdurre grassi saturi nella nostra alimentazione per un massimo del 10% delle calorie quotidiane (7% secondo le ultime linee guida americane).
Alcune ricerche hanno dimostrato che, rispetto all’olio di girasole, l’olio di palma riusce a migliorare la concentrazione di HDL (il colesterolo “buono”) sanguigno (
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15081561) e abbia perfino un potere anti-ipertensivo (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16326639). Il problema è che si tratta di ricerche fatte con olio di palma non trattato – quindi ancora ricco di antiossidanti capaci di compensare l’alta presenza di grassi saturi. Ad ogni modo, le ricerche a riguardo sono ancora controverse, soprattutto perchè spesso non si specifica di che tipo di olio si sta parlando.

Nell’industria è molto usato per la frittura di cibi e per la preparazione di prodotti confezionati (biscotti, merendine, gelati, cioccolato e cioccolato spalmabile) che, a prescindere, non sono alimenti consigliati per una sana alimentazione perchè sono ricchi di calorie e poveri di nutrienti.

Perchè si preferisce usare proprio l’olio di palma? Innanzitutto l’olio di palma è meno delicato rispetto ad altri oli che, deteriorandosi in fretta col calore, formerebbero sostanze tossiche e potenzialmente nocive. L’olio di palma possiede una forte resistenza alla temperatura e al sole candidandosi come olio migliore per la corretta conservazione di cibi confezionati. La sua struttura chimica lo rende adatto per le fritture (assieme all’olio di cocco) perché ha un punto di fumo (*) più elevato rispetto ad altri oli vegetali, al burro o all’olio di oliva. Inoltre è molto digeribile per via degli acidi grassi a media catena che attraversano più facilmente la parete intestinale. Infine, e sopratutto, è un olio molto economico.

*Il punto di fumo è la temperatura a cui un grasso alimentare riscaldato comincia a rilasciare sostanze volatili visibili sotto forma di fumo, formando anche acroleina, una sostanza tossica.

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Punto di fumo di alcuni oli e grassi:

Olio di girasole – meno di 130°C

Olio di soia – 130°C

Olio di mais – 160°C

Olio di arachide – 180°C

Olio extravergine di oliva – 210°C

Olio di cocco – 177°C

Olio di palma raffinato – 240°C

La composizione dell’olio di palma per alcuni aspetti si avvicina alla composizione dei grassi del latte materno e per questo motivo viene utilizzato nella preparazione di latte in polvere e nei prodotti per bambini. Bisognerebbe bandire il latte materno? Ovviamente la risposta è no.

Conclusioni
Come sempre, demonizzare il singolo alimento è sbagliato. In modeste quantità e se di buona qualità l’olio di palma di per sè non fa male. Il problema sta nell’esagerazione.

Con cosa verrà sostituito nei prodotti palm-free? Il risultato sarà davvero più sano?
Nella maggior parte dei prodotti industriali si cerca di risparmiare sugli ingredienti e quindi difficilmente l’olio che utilizzeranno sarà di qualità superiore al tanto incriminato olio di palma, e i rischi sulla salute associati ai vari tipi di oli lavorati saranno i medesimi.
Il segreto è leggere l’etichetta. (http://ggottardinutrizionista.daonews.com/2016/10/13/come-leggere-le-etichette-del-supermercato/)

 

 

 

Benessere e salute, Fitness

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